Giovanni Blandina
Premiato con il premio Cornelia come "Scrittore emergente 2009", con il romanzo "Io. Una lacrima di gioia" e con l'iniziativa "Una goccia di gioia" stretta con Fratres donatori di sangue
venerdì 2 marzo 2012
"Manuale di un perfetto papà scritto da un dilettante"
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Giovanni
"MANUALE DI UN PERFETTO PADRE SCRITTO DA UN DILETTANTE"
Ci sono persone che nella loro esistenza sono in grado di cambiare la vita, a loro stessi e a noi tutti. Senza entrare nel profondo degli eventi storici, lasciando questa mia riflessione, e anche tutto questo libro, ad aspetti più leggeri, mi viene in mente un certo Bill Gates, il quale riuscì a far entrare le sue finestre in tutte le nostre case, Internet che ha portato nei nostri display la conoscenza e l’informazione a portata di click, o a Steve Jobs che con iPod, IPhone, Ipad, Imac, cazzi e stramazzi, ha totalmente rivoluzionato il nostro modo di vivere, ascoltare e guardare. Ma di tutto questo, di grandi aziende plurimiliardarie che hanno investito trilioni di dollari per raggiungere il loro scopo, non ne resta nulla quando, un giorno di sole, osservi in silenzio un misero pezzo di plastica dal valore di pochi decimi di euro, sul quale la tecnologia moderna chiede di fargli sopra la pipì. Lunghi interminabili minuti nel quale non sai cosa, quel tecnologico pezzo di plastica stia attendendo. Forse starà verificando che Marte sia perfettamente allineato con Venere o che l’ultima tempesta di sole faccia cadere le sue onde elettromagnetiche su quel piccolo oblò, non è escluso che attenda i Maya che leggano la loro nuova profezia. Ti interroghi sul suo funzionamento fino a quando magicamente, quella finestrina, non inizia a dividersi in due parti identiche, separate da un impercettibile striscia rossa, che in quel momento sembra più rossa della più bella Ferrari in circolazione. Come, e da dove sia arrivata quella striscia, dal momento in cui la vedi, non te ne frega più nulla. In quell’esatto istante smetti di metterne in dubbio quella strana alchimia e dedichi tutte le tue perplessità discutendone la sua affidabilità. Insomma, di come abbia fatto, un pezzo di plastica pisciato, a far comparire quella striscia, non te ne importa, ma ti chiedi solo se ciò che hai appena visto sia vero, o non sia il risultato di un errore. Alla ricerca della verità, ti affidi ad un pezzo di carta ripiegato così minuziosamente, che ti sembra di smontare un origami. Ma lo fai senza pietà. Leggi quelle microscopiche righe e scopri che quel insulsa bacchetta di plastica è affidabile al 99%. Certo, il fatto che tu venga a conoscenza di questa verità da un origami che si chiama “bugiardino” non aiuta, così come non aiuta l’idea che nella confezione di un oggetto sicuro al 99%, a detta di un bugiardo, vi sia un secondo, identico pezzo di plastica, che ti fissa prendendoti per il culo, come se ti stesse sfidando: “su avanti… fai pisciare addosso anche a me…”. In quel momento mi chiedo come mai, quando vado ad acquistare un auto, non me ne diano una seconda in dotazione, ma questa stupida osservazione svanisce miseramente. Forse in quei minuti mi chiedo una marea di cazzate, che di riflesso, il mio inconscio mi mette davanti per gettare nebbia dinnanzi a ciò che sta per avvenire, o meglio che è già avvenuto. Passa qualche minuto, la nebbia si dirada, alzo la testa e ovunque, non vedevo altro che la scritta “papà”. Mi misi a ridere, ero felice e in quell’esatto momento, la mia vita, uscì dalla sua autostrada imboccando una diramazione imprevista, che non esisteva in nessun navigatore. Un pezzo di plastica imbevuto nella pipì, dal ridicolo valore, è riuscito a fare ciò che tutti sognano: Stravolgere una vita. Nella fattispecie la mia.
martedì 27 dicembre 2011
Sto tornando ...
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giovedì 9 dicembre 2010
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mercoledì 8 settembre 2010
La pazienza è la virtù dei forti
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venerdì 11 giugno 2010
Perchè in fondo siamo tutti un po ragni...
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Dopo tanto tempo rieccomi. E' così tanto tempo che non scrivo che sono stato costretto a rileggere i vecchi posto per ritrovare il filo conduttore. Ma sono rimasto stupido nel vedere in quanti continuate a leggere queste pagine. Grazie a tutti.
Sono passati mesi, che se vogliamo possiamo definirli di voluto silenzio, o nello stesso, di forzato silenzio. Mesi nei quali “forse” tutto è andato come non sarebbe dovuto andare, o semplicemente tutto è andato nell’esatto modo in cui il destino aveva scelto per me. Certo, tutto è recriminabile, ma io credo sempre in quello che faccio fino alla fine, e continuo a crederci anche quando le cose non vanno come ci saremo aspettati, o forse come ingenuamente avevamo sognato. Forse pecco un po’ d’ingenuità? Forse si, o forse ho il mio modo di vedere le cose, il mio modo di “annusare” le persone che mi circondano, e io, come tutti, tesso la mia tela. Tutti noi tessiamo la nostra tela, e nessuna delle nostre può essere perfetta come quella dei ragni, ma tutte sono mezze ricurve, imperfette, dove ogni imperfezione, è lo specchio di noi stessi e dei nostri sbagli. Credo però che a differenza di questi piccoli insetti, che creano la loro tela con un unico scopo, noi potenzialmente, siamo in grado di disegnarne di due tipi. E sta solo a noi, scoprire di che tipo è. Alcune persone stringono e disegnano linee per attirare e stringere a se persone, che poi in un modo o nell’altro, servirebbero, o aiuterebbero, o semplicemente inculerebbero. Unica fatica, creare la tela, chi entra in un modo o nell’altro è fottuto, chi riesce a liberarsene, ne resterà per sempre scottato. Poi ci sono quelle persone che si sforzano nel disegnare linee, con l’unico scopo di riuscire a tenere strette le persone care, chi “viene intrappolato” in questo appiccicoso groviglio, è protetto, è amato, e può contare su una fiducia ceca, che spesso si basa sulle fondamenta dell’istinto. Istinto che sempre e comunque ti bussa alle spalle per dare il suo parere, e molte volte ci pentiamo di non averlo ascoltato. Questa tela però è la più brutta da vedere, perché a differenza della prima, non nasconde nulla, questa tela è costruita da chi non nasconde il suo essere, non nasconde la sua forza e tantomeno non si vergogna di mostrare le proprie debolezze, ma chi ne viene catturato, può star tranquillo che “il ragno che l’ha imprigionato” farà di tutto per far in modo che quei fili invisibili siano tutti i giorni, e con la stessa forza, intrisi di un vischio inesistente che unisce e trattine, alimentato quello che poi si chiama “un rapporto di fiducia e di rispetto”. In fondo sappiamo tutti che ognuno di noi, ha qualcosa che alcuni definiscono, angelo custode, altri un aurea ed altri ancora in decine di altri modi... A me invece piace credere che, siamo tutti un po’ ragni, dove per spirito di sopravvivenza tessiamo le nostre tele per non restare soli… E tu che ragno sei?
Giovanni
mercoledì 28 aprile 2010
GB Solutions... una nuova sfida.
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venerdì 2 aprile 2010
Buona Pasqua
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martedì 2 marzo 2010
"Una pietra di burro" e se la mano...
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lunedì 22 febbraio 2010
Una grande novità in arrivo ...
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lunedì 15 febbraio 2010
Sogno e Impresa. La Fb Corse è arrivata!
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“Sogno e impresa. La FB Corse è arrivata"
Cari amici, finalmente l’avventura è ufficialmente incominciata. Giovedì scorso è stata presentata la nuova scuderia FB Corse, che gareggerà nell’imminente campionato 2010 di MotoGp. Sogno. Questa è la parola più ricorrente di tutto il progetto. Che di sicuro, ha poco, di ovvio, nulla, di certo non si sa. Nulla è dato al caso, questo è scontato, ma tutto ruota intorno ad una sola parola: sogno. Sogno dei titolari dell’azienda, sogno dei progettisti, e sogno di tutti quelli che ci lavorano, e nel mio piccolo, ci aggiungo anche il mio, di sogno. Già, perché vedere il logo dell’iniziativa “Una goccia di gioia”, su una motoGp, non è cosa da tutti i giorni.


Intendiamoci, il team FB Corse, è frutto di una mente “pazza”, che negli anni della recessione economica, ha sfidato tutto e tutti, compresi noi connazionali che non gli credevamo. Giovedì la moto era lì, con tutto il suo splendore. Una mente, due uomini, Ferrari e Bertocchi, contro i più grandi colossi mondiali, un pugno di persone che ridono e si sporcano le mani, contro le più grandi multinazionali del mondo. Nessuno ci credeva, solo loro. Alla fine hanno avuto ragione. Sarà che il mio spirito è lo stesso, ma ho avuto la fortuna di seguire in questi ultimi mesi lo sviluppo di questo progetto, e credetemi ragazzi, sembrava vivere in un'altra dimensione. Un po’ come quando Enzo Ferrari, con in mano un pugno di idee, e in tasca un pugno di polvere, creò quello che oggi è uno dei marchi più prestigiosi del mondo. Sognate ragazzi, perché oggi, la stabilità di un amore dettato dall’opportunismo, la sicurezza di un qualcosa che c’è perché c’è sempre stato, non è nulla anche confronto la sconfitta di una sfida. Sognate e rischiate, perché non tutto è possibile, non tutti i sogni si possono realizzare, ma almeno uno riuscirete a trasformarlo in realtà, e sarà la vostra impresa. Quello che avete voluto. E allora, potrete svegliarvi con il sorriso, vostro e sincero. Io ci credo, e Giovedì ho avuto la dimostrazione che i sogni possono essere realizzati. Non sono riuscito a restare indifferente allo sguardo di Ferrari quando ha tolto il telo dalla moto, e cercavo di immaginare a cosa diavolo stesse pensando in quel momento. Ma non credo che potrò mai saperlo, era lui e lui solo con la dimostrazione della sua impresa. Così come anche il mio cuore ha battuto all’impazzata, quando ho visto sulla moto, il logo dell’iniziativa stretta con Fratres, e recante il mio nome. Iniziativa nata con il mio romanzo “IO. Una lacrima di gioia”, che mi ha fatto premiare lo scorso anno e che mi ha regalato questa mia immensa gioia in questo. Un grazie a tutti, dagli amici, ai parenti, alla Fratres che continua a credere in me, e un enorme grazie ad Andrea Ferrari, amministratore della FB Corse, che mi ha dato questa meravigliosa opportunità, e mi ha dato anche modo di partecipare a questa meravigliosa impresa. Vada come vada, ragazzi, occorre essere obiettivi, è già un successo. Avere il coraggio di osare, avere le palle di prendere la via nuova, pur non sapendo dove porterà e consapevoli dei tanti rischi contro le poche certezze. Queste sono le sfide, che se si vincono sono imprese! Ma comunque sia resteranno sempre incorniciate nei nostri ricordi.
Giovanni Blandina



